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Con l’arrivo del 2020, aumenteranno le tasse per chi vende casa. Se da una parte la Legge di Bilancio ha prorogato il bonus casa, dall’altra ci sarà un’aliquota più alta da pagare.

tasse per chi vende casa

Tassazione ordinaria o imposta sostitutiva: due modi per tassare chi vende un immobile

Chi vende un fabbricato può scegliere se aderire alla tassazione ordinaria o all’imposta sostitutiva. Nel primo caso, la plusvalenza che si genera tra l’acquisto e la vendita viene sommata agli altri redditi della persona fisica e viene tassata attraverso le normali aliquote Irpef. Nel caso dell’imposta sostitutiva invece, il guadagno che si ottiene dalla vendita di un immobile avrà una tassazione a parte: nello specifico del 26% a partire dall’anno nuovo.

Fino alla fine del 2019 l’imposta sarà pari al 20%, mentre dal 2020 sarà in vigore la nuova aliquota. Tale imposta si applica solamente per le plusvalenze generate da una vendita entro i cinque anni dalla costruzione dell’immobile e se la cessione è avvenuta a titolo oneroso.

Chi sceglie l’imposta sostitutiva, deve recarsi dal notaio e formalizzare l’atto di vendita. In seguito, sarà il notaio stesso ad occuparsi del versamento della somma dovuta e a comunicare all’Agenzia delle Entrate tutte le informazioni realite alla compravendita.

L’aliquota del 26% non si applica indistintamente a tutte le vendite

La tassazione per la vendita di un immobile non viena applicata in qualsiasi situazione: dipende infatti dalle modalità in cui avviene la vendita.

Tasse sulla vendita dei fabbricati

La cessione dei fabbricati viene tassata solamente se la vendita avviene entro cinque anni dall’acquisto. I cinque anni sono considerati il tempo limite entro il quale una vendita è speculativa: se avviene oltre i cinque anni, allora non si tratta più di speculazione.

E’ necessario però fare una precisazione per le abitazioni. Se il proprietario della casa è stato residente per la maggior parte del tempo intercorso tra l’acquisto e la vendita, allora la tassazione non si applica nel momento in cui avviene la vendita, anche se sono trascorsi meno di cinque anni. Perché in questo caso non avviene una vendita speculativa? La legge considera questa situazione come uso dell’abitazione alla stregua di prima casa, a patto che vi sia stata la residenza del proprietario o di un suo familiare. 

In caso di acquisto di un’abitazione, sia essa in qualità di prima o seconda casa, se l’acquirente vi trasferisce la propria residenza o quella di un familiare, non sarà applicata l’imposta sulla plusvalenza generata dall’atto di compravendita. 

Tasse sulla vendita di una casa ereditata 

Quando si ha in eredità una casa si pagano le imposte solamente nel caso in cui la vendita avvenga prima dei 5 anni: in questo caso la tassazione sarà solamente pari al 5% della plusvalenza generata.

Se invece la casa ottenuta in eredità viene venduta dopo i cinque anni, allora non si dovrà pagare alcuna imposta sul guadagno ottenuto.

Attenzione: se non c’è un unico erede, affinché si possa vendere l’immobile, è necessario il consenso di tutti. 

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