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tasso di interesse mutuo

Cos’è il tasso di interesse mutuo e qual è la sua definizione

Quando si parla di tasso di interesse mutuo si intende quell’importo mensile che è addebitato a chi prende a prestito un bene. Di norma esso è espresso in percentuale in rapporto alla somma presa a prestito; percentuale che si riferisce alla quantità pagata ogni anno, tasso annuale, ma può essere utilizzata anche per esprimere pagamenti su base più o meno regolare.

I tassi di interesse possono essere di due tipologie, vediamoli assieme.

Tasso di interesse semplice e tasso di interesse composto:

  • Tasso di interesse semplice – Esso deriva dal prestito originale, noto anche con il nome di “principale”. In questo caso fatto 100 il quantativo di denaro richiesto al tasso del 5% si dovrà tornare alla banca 105, spalmato nel numero degli anni contrattualizzati.
  • Tasso di interesse composto – Si tratta di un tasso che somma la quota capitale prestata e gli interessi maturati nel corso della durata del prestito. In questo caso, ottenuto un prestito di 100 unità al 5% di interesse composto, già dopo un anno l’interesse sarà di 105 unità, e così via per tutti gli anni contrattualizzati: in buona sostanza la quota di interessi annuale si aggiunge a quella sul prestito producendo di fatto ulteriori interessi.

Ma chi decide il tasso di interessi bancario? Nella quasi totalità dei casi esso è soggetto alle decisioni delle Banche Centrali: nel nostro caso Banca d’Italia e Banca Centrale Europea. In buona sostanza le banche private prendono a prestito denaro dalle banche centrali; queste ultime a loro volta utilizzano i tassi di interesse come forma di controllo dell’inflazione e della spesa per i consumi. Di norma con l’aumento del tasso di interesse delle banche centrali da un lato aumenta il costo del denaro, con conseguente beneficio dei risparmiatori, dall’altro diminuiscono i consumi.

Per far fronte alla diminuzione dei consumi le banche centrali diminuiscono i tassi di interesse per favorire i consumi, una maggiore spesa. Va da sé che tali variazioni sui tassi di interesse bancario rendono favoriscono un certo fermento nel mercato con conseguenze evidenti su Borsa e titoli azionari.

Ovviamente stiamo parlando di tassi di interesse bancari passivi, cioè dovuti alla banca. Esistono, però, anche i tassi di interesse attivi, quelli cioè che il correntista “prende” dalla banca a seguito di un conto deposito, investimenti in azioni o prodotti commerciali vari venduti dalle banche.

Il calcolo interessi bancari: come e perché farlo

In realtà il rendimento di un determinato prestito attivo o passivo che sia non è difficile da calcolare: basta conoscere questi tre elementi:

  • importo di denaro richiesto o depositato;
  • tasso di interesse applicato;
  • il periodo di tempo in cui si applicano gli interessi.

Breve nota: il tasso di interesse bancario sul C/C è espresso in percentuale e lo si trova di norma nelle condizioni generali di contratto.

Come calcolare gli interessi bancari attivi

Esistono diverse formule per calcolare gli interessi bancari attivi lordi. Possiamo asserire che la formula seguente sia la più semplice, e anche la più utilizzata:

Interesse = (Capitale depositato * Tasso di interesse * Tempo) / 36500

Il risultato di tale operazione è pari agli interessi lordi, che includono cioè tasse ed imposte. Per facilitare  le vostre operazioni di calcolo vi consigliamo di utilizzare uno degli strumenti gratuiti che trovate on-line; tra tutti vi segnalo uno strumento intuitivo di Banca Bper: clicca qui: Banca Bper

Come calcolare gli interessi bancari passivi: TAN e TAEG

Sostanzialmente il tasso di interesse applicato ad un prestito è rappresentato dal TAN, ovvero il Tasso Nominale Annuo: si tratta della percentuale da restituire a fine prestito. Tuttavia un altro indice, ben più completo, ci serve per comprendere l’effettivo costo del denaro prestatoci: si tratta del TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale. Questo è il parametro al quale riferimento perchè esso considera, oltre al rimborso del prestito, anche tutte le spese e gli oneri accessori: interessi, spese di istruttoria della pratica, costi di incasso rata, polizze assicurative associate al finanziamento e così via.

Se dovete mettere a confronto prestiti e mutui vi consiglio caldamente di paragonare il TAEG e non il TAN.

Interessi bancari a tasso fisso, a tasso variabile e variabile arata costante – CAP

Quando scegliamo una formula di muto, ovviamente, uno dei fattori che più ci influenzano sono gli interessi bancari che possono essere a tasso variabile, fisso o CAP.

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Mutui a tasso fisso: cosa sono e per chi sono di vantaggio

In questo caso, come dice il termine “fisso”, il tasso d’interesse è e rimane identico per tutta la durata del mutuo, così come rimangono identiche le rate mensili da corrispondere sia per importo sia per numero.

La scelta di un mutuo a tasso fisso può essere utile per coloro che hanno bisogno della certezza di pagare sempre lo stesso importo, così da pianificare le proprie entrate in rapporto alle uscite; è evidente che che eventuali oscillazioni al ribasso dei tassi di interesse non consentiranno alcuna riduzione dell’importo mensile da corrispondere.

Mutui a tasso variabile: quando convengono

Il mutuo a tasso variabile, come è ben espresso dal termine “variabile”, varia in relazione all’andamento del mercato: al variare di Euribir, Ris o tasso BCE esso può subire modifiche, anche sensibili, sull’importo delle rate mensili. A chi è utile? Esso è la scelta più indicata per coloro che, rischiando, pensano di poter sfruttare le oscillazioni di mercato.

Mutui a tasso variabile con rata costante

Questa è una formula adottata da numerosi istituti bancari: si tratta di un mix tra le due formule precedenti. In buona sostanza questo mutuo a tasso variabile a rata costante, con rata variabile sul mese – Euribor a 1 mese – mantiene la certezza della costante economica della rata modificando il valore del “tempo”. Al variare delle condizioni di prestito, quindi, la Banca applica non una variazione  della quota capitale mensile, ma del numero complessivo delle rate da corrispondere.

Per offrirvi maggiore chiareza abbiamo deciso di spiegarvi anche cosa siano: Euribor, Eurirs e tasso BCE. Eccovi la spiegazione:

  • Euribor – Si tratta del tasso di interesse medio espresso in euro delle transazioni finanziarie delle principali banche europee;
  • Tasso BCE – Non è altro che il tasso indicato dalla Banca Centrale Europea, ovvero la Federazione delle banche centrali dei Paesi afferenti alla “Zona euro”;
  • Eurirs o anche Euro Inrest Rate Swap o Irs, ovvero la media ponderata delle quotazioni che le banche operanti nell’Unione Europea ottengono da investimenti “Interest Rate Swap”.
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